CENTRO STUDI CHERUBINO GHIRARDACCI





 
La Città di Bologna ricorda nel frate agostiniano Cherubino Ghirardacci uno dei suoi primi storici e un precursore del metodo storiografico moderno. L'analisi critica e comparativa delle fonti da lui avviata è alla base della elaborazione della sua "Historia di Bologna", documento oggi fondamentale per ogni studio storico sulla città turrita.
Nel solco del carisma agostiniano, aperto alla ricerca della Verità in tutti i campi dello scibile umano, a fra Cherubino Ghirardacci fu garantito il tempo tanto per approfondire i propri studi di teologia, quanto per curare la ricerca storica.
Nato a Bologna nel 1519, entrò nel Convento Agostiniano di San Giacomo Maggiore verso il 1532. Proseguì quindi la propria formazione religiosa prima a Roma e poi a Siena, dove, nel 1543, fu ordinato sacerdote. A partire dal 1548 lo troviamo nuovamente, ma con lunghe interruzioni fino al 1572, presso il convento bolognese che vide il suo ingresso, sede allora di un importante studio di Teologia, a ricoprire cariche di carattere didattico e liturgico. La fiducia e la stima del Cardinale Gabriele Paleotti gli garantirono prestigio a livello cittadino e non solo, come recentemente hanno attestato ricerche storiche i cui esiti sarà nostra cura pubblicare nelle pagine di questo sito. Di quella Bologna, alla quale con fervore di uomo di studio e cultura dedicava la propria attività pastorale, Cherubino Ghirardacci non curò solamente la ricerca storica ma unì a questa l'analisi morfologica e quindi la tensione rappresentativa: a lui si debbono infatti le prime mappe della città che, ancorché perdute, sono all'origine della produzione cartografica successiva.
In fra Cherubino Ghirardacci, baccelliere, sagrista, maestro di Teologia, storico e cartografo, troviamo le tracce di quella ricerca della Verità che, da una inesausta inquietudine verso l'Origine ed il Principio di ogni realtà, muove ad una simile curiosità speculativa verso ogni sua articolazione.
Fra Cherubino Ghirardacci muore a Bologna il 12 Dicembre del 1598 ed è sepolto nella Chiesa di San Giacomo Maggiore.
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